Asian FanFiction

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{DANA The Grace} Doushite kimi wo suki ni natte shimattandarou?
view post Posted on 28/4/2009, 19:06P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 22/11/2009, 23:18



Titolo: どうして君を好きになってしまったんだろう?
Genere: commedia, triste, malinconico, romantico
Personaggi: Hong Sungmi (DANA The Grace), Kim Jaejoong (HERO Jaejoong) + altri
Rating: verde
Breve riassunto:

Quale ricorrenza può essere più felice di un matrimonio?

Al solito, in amore non si sceglie.



1. "どうして君を好きになってしまったんだろう?"


"Bellissimo"
E' il mio primo pensiero quando entro in chiesa, varcando la soglia di una massiccia porta di legno scricchiolante. Già da fuori l'edificio incuteva un senso di maestosità, ma é niente in confronto alla bellezza dell'interno. Nonostante tutto, non riesco a fare a meno di notare le incisioni impresse sugli archi ruvidi, le colonne che terminano con meravigliosi capitelli, che paiono ricami che si rincorrono incessantemente sulla pietra.
Non faccio in tempo ad ammirare il soffitto sapientemente dipinto da mani esperte, ché lo sguardo mi cade su una figura familiare davanti all'altare, le mani educatamente incrociate dietro la schiena.

Sta aspettando qualcuno, é evidente.
Forse...
Come vorrei che fosse così.

Non mi arrischio neanche a formulare il pensiero che, come se avesse sentito la mia presenza senza aver bisogno della vista, si volta aggraziatamente verso di me, sciogliendosi in un sorriso.

"Sei arrivata!"

La contentezza nella sua voce scalfisce la finta indifferenza che avrei cercato d'inscenare inutilmente davanti a lui, ancor prima che riesca a metterla in atto.
Basta una parola, una soltanto, e sono perduta.
E' passato così tanto tempo da quando questa storia ha avuto inizio.
Ora vorrei aver dimostrato più audacia perché forse... forse il futuro sarebbe stato diverso.
Ormai che senso ha pensare a queste cose?
Aiuterebbe commiserarsi senza scopo mentre lui a grandi passi mi raggiunge?

"Non dici niente?"
No.
"Ehi..."
Non servirebbe affatto.
Mi sventola la mano davanti al viso, un gesto infantile che operato da lui pare addirittura elegante. Mi sottraggo ai pensieri inutili.
"Scusami. Sono un pò stanca."
"Oh, vuoi sederti?" domanda immediatamente, premuroso come al solito.
"Non preoccuparti, sto bene." rispondo quasi autonomamente.
Questa frase l'ho ripetuta così spesso ultimamente che ormai é spoglia di ogni significato.
La gente non fa che domandarmi perché ho "quell'aria tanto triste" ed io non faccio che rassicurare tutti con un susseguirsi di bugie, prevalentemente su quanto mi stanchi il lavoro e di quanto esso sia la causa del mio perenne abbattimento.
Probabilmente quando si tratta di mentire, il lavoro é la scusa più gettonata... ed anche la più credibile.
"Sicura?" solleva il sopracciglio sinistro assumendo un'espressione dubbiosa.
"Certo, sta' tranquillo"
"Mi fido, eh. Però dovresti riposarti di più." commenta in tono di rimprovero.
Cambio argomento in fretta, sapendo dove vuole andare a parare.
"Stai benissimo"
"Dici sul serio?" mormora preoccupato, protendendosi verso di me, avvicinandosi come se fosse in vena di confessioni.
"Certo. Sembri un dio."
Sorride alla vecchia battuta, poi esplode.
"Sono così agitato, accidenti! Non la vedo solo da un giorno eppure mi sembra una vita, sto tremando come un bambino al pensiero che fra tre ore finalmente potrò rivederla. Ti rendi conto che non sono riuscito a dormire bene perché non mi ha augurato la buonanotte?!"
Non posso evitare di sorridere davanti alla parlantina da adolescente isterica che acquisisce quando diventa nervoso.
"Che stupido, avresti potuto chiamarla..."
"Sì, ma lo sai com'é fatta, no? Ha preteso che tra noi non ci fossero contatti per tutto il giorno... sosteneva che così quando ci saremmo rivisti sarebbe stato ancora più speciale--"
"Sadicamente sentimentale, come sempre."
"Già. Non so cosa farei se non dovesse presentarsi---"
"Jaejoong, per la miseria, ancora con questa storia?!"
"E' un presentimento difficile da ignorare..."
"Sì, ma da quando le hai chiesto di sposarti non fai che ipotizzare che potrebbe non presentarsi alla cerimonia!"
"E' più forte di me. E se non venisse?"
Lo sguardo teso, le labbra dischiuse, mi fissa come se fossi un oracolo vivente di qualche antico tempio.
La sua espressione languida somiglia a quella di un cucciolo in attesa della mamma dopo un lungo periodo di separazione.
"Non essere ridicolo..." mormoro dolcemente, vinta dalla sua tenerezza.
"M-ma... lei é così, così-- perfetta, é in gamba, brillante, ha senso dell'umorismo, é bellissima ed io-- sono una nullità al suo confronto-- perché dovrebbe sposarmi?"
Alzo gli occhi al cielo. Abbiamo affrontato questo discorso almeno un milione di volte.
"Chiediglielo quando arriva, va bene?"
"E cosa credi che risponderà?"
"Ti amo"
"Eh?"
"Ti amo... e-- é quello che dirà lei. Questa é la ragione per cui vuole sposarti."
Il cipiglio accigliato si rilassa, sparendo quasi all'istante.
Stupida. Non sono altro che una stupida innamorata senza speranza.
Credevo forse che avrebbe capito?
Sono troppo brava a dissimulare e lui troppo intontito dalla felicità per rendersene conto.
Dopotutto se in questi anni non se n'é accorto, perché dovrebbe farlo ora?
Mi liscio le pieghe del vestito, improvvisamente intimidita dalla sua presenza.
"SungMi?"
"Dimmi"
"Sei bellissima. Grazie di essere venuta."
Un sorriso triste fa capolino sulle mie labbra; ancora una volta lo nascondo dietro a frasi accomodanti.
"Come avrei potuto mancare il giorno in cui Kim Jaejoong prende moglie e mette finalmente la testa a posto?"
"Già." mormora lui "Non sarebbe lo stesso senza di te."
Mi sistema un boccolo dietro l'orecchio con affetto.
Vorrei urlare.
"Cosa fai, scemo?!"
Rimane interdetto dal mio tono un pò aggressivo, decisamente più del normale, poi solleva le mani in segno d'innocenza.
"Ti metto a posto i capelli--"
"Jae, non ti é mai passato per l'anticamera del cervello che potessi averci già pensato da sola?!"
"Ma quel ricciolo ti copriva il viso--"
"E allora?!" sbotto irritata, troppo per un gesto semplice come quello.
"Allora voglio poterti vedere in faccia almeno il giorno del mio matrimonio, no?" risponde calmo lui, sedando all'istante il mio dissennato attacco d'ira.
Ha ragione. Ultimamente non ci siamo visti tanto di frequente. Diciamo anche che nelle ultime settimane ho cercato di essere il più possibile occupata col lavoro. Tenersi impegnata fa parte del piano che dovrebbe impedirmi d'impazzire.
"Jaejoong, tesoro, da questa parte!"
Quasi interrotti, ci voltiamo entrambi verso sua madre, una donna adorabile che oggi pare ringiovanita di trent'anni tutti d'un colpo e viene verso di noi come una ragazzina il giorno del primo appuntamento.
Giunta sino a noi, si getta letteralmente al collo del figlio per poi sbracciarmisi addosso e regalarmi una stretta mortalmente affettuosa. Nonostante la corporatura minuta, questa donna ha una forza sconvolgente.
Jaejoong ed io ci stupiamo all'unisono quando, dopo nemmeno una manciata di secondi, si scioglie in lacrime davanti ai nostri occhi.
"Mamma! Mamma, cosa c'é?" chiede immediatamente lui, accorato.
"Ma no, ma no, caro... Nulla..." fa lei, asciugandosi i segni del pianto con un fazzolettino di lino bianco spuntato dal nulla "E' solo che... sei cresciuto così in fretta... Sembra solo ieri che ti cullavo per farti addormentare -stringe le mani al petto al ricordo del suo corpicino di neonato- e adesso... ti sposi.. sono così felice per te, figlio mio.."
Il volto di Jaejoong s'illumina, non lo da a vedere, ma sembra commosso.
"Grazie, mamma" sussurra, cingendola poi in un altro abbraccio.
Quando le loro figure si separano, lei si gira verso di me, accarezzandomi le guance con entrambe le mani.
"SungMi, tesoro, scusami per poco fa... ma rimango pur sempre la mamma del tuo migliore amico e, come ben sai, sono di lacrima facile"
"Non preoccuparti, anch'io mi sono trattenuta" la canzono con un sorriso.
Non é del tutto una bugia.
Lei ride, poi mi prende per mano e mi fa fare un volteggio su me stessa, come se fossi una ballerina. Sento lo sguardo di Jaejoong su di me.
"Sei splendida" annuisce sia madre "Approvo assolutamente i capelli tirati su: mettono in risalto il tuo bel viso!"
"Grazie mille, Suyeon. Anche tu sei bellissima"
"Sono circondato da donne attraenti" intercala Jaejoong con un sorriso.
Sento un anomalo pizzicore alle guance.
Devo smetterla di prenderlo seriamente. Non l'intenderà mai in quel senso.
"Visto, cara? Il nostro Jaejoong é così nervoso che é arrivato con ben due ore di anticipo rispetto al dovuto. Che stupidone, vero?"
"Già" mormoro con voce roca.
Il nostro Jaejoong...
Come vorrei che fosse vero.
Ma se mi fossi dichiarata, sarebbe davvero cambiato qualcosa? Jaejoong... é sempre stato innamorato di lei. Qualsiasi cosa avessi potuto fare, sarebbe stata inutile. Nulla può interporsi fra di loro.
Si amano.
Ed io devo farmi da parte.
"SungMi, che ne dici di venire con me a sistemare la sposa?" chiede poi la mamma di Jaejoong.
Inaspettatamente, risponde lui al posto mio.
"No, lascia che resti. Ho tante cose da dirle"
Mi giro verso di lui con espressione confusa.
Evita il mio sguardo, tentando col suo di convincere la madre.
"Caro, non essere sciocco. Avrete tutto il tempo per parlare dopo la cerimonia, non puoi aspettare?"
Lui tace, abbassando gli occhi.
Che bambino.
"Tua madre ha ragione" rincaro senza guardarlo "Possiamo parlare dopo"
"Va bene" sussurra lui nello stesso tono "Allora, rimani almeno tu, mamma. Sono troppo nervoso per stare da solo. Per favore."
Lei gli sorride comprensiva, annuendo.
"Tanto é BoKyung che passa a prenderci, perciò non c'é bisogno di presentazioni" aggiunge poi rivolta a me.
BoKyung.
Sembrano passati secoli da quando lavoravamo insieme. La ricordo come fosse una sorella.
Chissà come sarà cambiata...
"Perfetto" mi sento dire "Vado fuori ad aspettarla. A dopo."
Mi defilo a passi veloci e in un attimo sono fuori, all'aria aperta.
Finalmente posso respirare. Il vento si alza, scombussolandomi l'animo.
Vorrei solo piangere e urlare fino a perdere cognizione di me stessa.
Vorrei strapparmi di dosso questa sensazione di perdita imminente, vorrei essere pronta per quello che accadrà tra qualche ora.
Il fatto é che non lo sono.
E non posso far altro che aspettare.
Aspettare quel momento, aspettare quella parola.
Quel monosillabo insignificante.
Quello stramaledetto "sì".
E non posso fare niente per evitare che quelle due lettere mi schiaccino, perché... perché ormai é andato, lo sto perdendo così come ho perso l'occasione di confessargli i miei sentimenti. Il mio amore.
Sta per sposarla. Ha scelto lei.
Io devo solo scomparire.
Per sempre.
"Suvvia, SungMi, non é il caso di commuoversi!"
Una voce familiare mi riporta al presente, un abbraccio caldo m'intorpidisce ed avverto un profumo delizioso aleggiare nell'aria.
"Ciao, BoKyung" mormoro contro la sua spalla "Mi sei mancata"
"Anche tu. Non ti si sente più da quando hai ripreso la tua carriera solista"
Ci sciogliamo dall'abbraccio.
E' ancora più bella di come la ricordavo.
I suoi capelli color caramello sono ancora più lunghi, e le punte terminano in boccoli morbidi, che attribuiscono al suo viso un'aura di eleganza e di femminilità. E' sempre stata così, ma rivederla dopo tanto tempo mi fa uno strano effetto. Solleva una mano dalle unghie perfettamente smaltate, come sempre, per tergere le mie lacrime inconsapevoli.
"Cuore tenero, eh?" scherza con affetto.
Annuisco con un sorriso spezzato, nascondendo il dolore persino a lei.
A volte penso che vorrei dirglielo, che avere la sua comprensione potrebbe farmi bene, aiutarmi persino, e darmi conforto. Ma coinvolgerla non cambierebbe le cose, non renderebbe tutto più sopportabile. E ormai... nemmeno lei potrebbe aiutarmi a superarlo perché... ci sono dentro da un pezzo ed affogo ogni giorno di più, senza possibilità di redenzione.
"Forza, andiamo! La sposa ci aspetta!" esordisce BoKyung prendendomi per mano e cominciando a trascinarmi verso la sua macchina, che scopro essere un jeeppone viola scuro"Non vuoi salutare Jaejoong--?"
"Ne avrò il tempo più tardi"
"Siamo solo noi due?"
"Le altre sono già tutte sul posto. Dai, sbrighiamoci!"
M'infila quasi a forza nell'abitacolo dell'automobile e prende poi il posto del conducente, lancia un'occhiata seccata nella mia direzione, per poi sporgersi ad allacciarmi la cintura di sicurezza.
"Che hai oggi, SungMi? Sei strana" afferma guardandomi negli occhi.
Metto su l'espressione più persuasiva che mi riesce.
"Sono solo stanca, tutto qui."
"Se lo dici tu--" borbotta senza molta convinzione.

*****


Il tragitto in macchina si preannuncia essere più lungo di quanto credessi. Vorrei parlare, dire qualcosa di divertente e sciogliere questo silenzio irreale, ma non riesco a pensare ad altro se non al mio dolore. Sono terribilmente egoista.
Dovrei almeno essere felice per loro, ma una p'arte di me continua a ripetersi che non é giusto, che doveva andare diversamente. Sono tutte menzogne e tento di soffocarle contro il sedile dell'autovettura, affondandovi la testa come per stanchezza.
Dalla mia posizione osservo nuovamente BoKyung.
Le mani affusolate sul volante, un'espressione rilassata sul viso, emana ancora quel fascino femminile che io non ho mai sentito addosso. Questo, come molti altri dettagli, la rendono diversa da me, nonostante per molti aspetti siamo anche parecchio simili.
Non sospettavo di avere così tante cose in comune con lei, eppure da quando giunse la notizia del matrimonio di Jaejoong ci siamo avvicinate in modo impressionante.
In lei trovai un'amica di cui non riuscivo più a privarmi. Almeno sino a quando non presi la decisione più tremenda di tutta la mia vita. Tornare solista. Credevo che da me sarebbe dipeso il futuro del gruppo, ma ero stata preceduta.
Ora BoKyung sta studiando danza classica e contemporanea in America; vuole diventare una professionista ed é talmente dedita al ballo che ho cominciato a chiedermi come facesse a vivere privandosene.
La osservo ancora a lungo, pensando che quest'occasione speciale sarà una delle rare volte che la vedrò, siccome adesso si é praticamente trasferita in un altro Paese.
Noto le sue unghie, quadrate e curatissime, e con un sorriso amaro getto uno sguardo alle mie, cortissime e visibilmente trascurate.
Ieri sera ho dovuto limarle a sangue perché il nervosismo me le ha distrutte.
Erano anni che non mi mangiavo le unghie con così tanto accanimento.
Dai tempi delle medie.
Fortunatamente BoKyung pare non avvertire il mio sconforto, raccolgo le mani in grembo nella cocciuta speranza di evitare le lacrime guardando, senza realmente vederlo, il continuo scorrere dell'autostrada a qualche centimetro da me.
Prego di avere la forza necessaria per sopravvivere psicologicamente alla giornata e, non so come, mi addormento.





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Io andai al concerto di Chinchunchan u.u
MYV♥ Milano, 4 ottobre 2009

And I thought my
heart was aching,
but I did know
nothing about sorrow.


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(c) Miku

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"Even if my wings are broken, I'll never stop trying to fly"

miyavi

 
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